Food Innova: Colouring Food, creatività naturale in cucina
E’ in forte crescita da parte dell’industria alimentare e dei consumatori la ricerca e l’apprezzamento per prodotti che presentino caratteristiche naturali, coniugate con il gusto ed un aspetto gradevole. In quest’ottica si stanno affermando con decisione i Colouring Food, ovvero concentrati di frutta e verdura con proprietà coloranti, ideali per personalizzare i cibi che ogni giorno sono presenti sulle nostre tavole.
“In effetti – spiega Marcus Volkert (manager in Ricerca e Sviluppo di GNT Europa, nella foto) intervenuto a Food Innova – stiamo assistendo ad un leggero calo dell’impiego di additivi, quali coloranti artificiali e naturali (quelli per intenderci accompagnati dalla lettera E seguita da 3 cifre), dovuta a potenziali restrizioni nell’utilizzo e, al contrario, alla crescita dei concentrati vegetali coloranti. La nostra impresa opera in questo campo dal lontano 1978 e ha messo a punto oltre 20 concentrati di frutta e verdura freschi e naturali, grazie alle cui combinazioni è possibile ottenere un’infinità di colori per gli alimenti. Il concetto base di questi prodotti è che si tratta di alimenti e non di additivi, per cui l’utilizzo, oltre ad essere totalmente sicuro, non è soggetto ad alcuna limitazione: li chiamiamo colouring food, ma in realtà sono essi stessi alimenti”.
Le più importanti aziende al mondo hanno già adottato i Colouring Food con interessanti applicazioni in bevande, prodotti caseari e di pasticceria e anche nelle carni: oggi siamo di fronte ad un’importante tendenza che sta interessando il mercato, che, presumibilmente, entro pochi anni, si trasformerà in una modalità standard per la colorazione degli alimenti, anche a fronte delle sollecitazioni in questa direzione che provengono dai consumatori.
Ma quali sono i prodotti originali che danno vita ai colouring foods? Si tratta di vegetali commestibili presenti in natura, come l’alga spirulina per il colore blu e il cartamo o la zucca per il colore giallo, dalla cui combinazione si ottiene uno splendido colore verde. E ancora vengono utilizzati la carota (arancio), il pomodoro o il rapanello (rosso), la paprica (ocra), la carota nera, il sambuco, l’aronia (porpora): insomma veri e propri alimenti che sappiano rendere più gradevoli e creativi altri alimenti e bevande.
“Un punto qualificante che cerchiamo di perseguire – conclude Volkert – è la trasparenza con il consumatore, oggi più che mai alla ricerca di etichetta “pulite”, ossia libere da additivi chimici e solventi organici, ma anche chiare, in modo che sia facilmente comprensibile la composizione del prodotto”.