Cibi stampati in 3D: una nuova frontiera? Se ne è parlato a Food Innova 2017
La stampa 3D per alimenti o meglio la 3D Printed Food è solo una trovata pubblicitaria o rappresenterà, nel prossimo futuro, una nuova frontiera per la preparazione dei cibi? Con questa provocazione Maarten Schutyser (nella foto), docente presso la Wageningen University (Olanda) si è presentato al pubblico di Food Innova, presentando alcune idee in proposito.
“Si tratta – ha spiegato il prof. Schutyser – di un processo intelligente che accompagna il cibo dal prodotto grezzo fino al prodotto finito, con il vantaggio di avere il controllo sulla sua composizione, disegnando le forme creative più svariate ed offrendo di fatto al consumatore un’esperienza del tutto nuova. La possibilità di personalizzare gli alimenti e farli divenire più in linea con i nostri desideri rappresenta una novità assoluta, con il vantaggio di sviluppare proprietà sensoriali (l’insieme delle sensazioni visive, odorose, gustative e tattili che un cibo determina) mai immaginate prima”.
L’esperienza maturata in laboratorio presso l’Università olandese, in stretta collaborazione con i docenti che si occupano di nutrizione, ha portato alla realizzazione di alcuni interessanti prototipi: è stata costituita anche una star up company per progettare una sperimentazione in termini di fattibilità produttiva.
“Sono ancora molte, però – spiega Schutyser – le questioni da perfezionare: innanzitutto l’affinamento tecnologico delle macchine per la stampa 3D degli alimenti; in secondo luogo sono necessarie le verifiche igieniche del processo di stampa e la capacità dell’hardware di conservare intatte le proprietà qualitative del prodotto che viene lavorato. Da ultimo servono anche studi di fattibilità in merito alla sostenibilità economica di una produzione industriale del genere, anche se, a quanto ne so, in Germania sono già state avviate produzioni di caramelle, basate su questa tecnica”.